Watamu sta diventando una vera e propria esperienza di vita per chiunque decide di prendere l’aereo e raggiungere questa paradisiaca località.

Ecco le parole di un Kiters siciliano di nome Eugenio, che su FB scrive le sue emozioni…

 

Ormai ho passato qualche giorno in kenya e devo dire voglio comprare casa eheh.
Sto vivendo in un altro posto fantastico.
Molti non ci crederanno ma sto andando a correre, non tutti i giorni ma ci sto provando, se voglio fare ancora qualche progresso nel freestyle devo allenarmi anche fuori dall acqua.
Ho corso in spiaggia al tramonto, una bellissima corsetta su una spiaggia quasi deserta con alla fine un bagno in quest acqua a 25°,spettacolo, ed ho corso nel bush (credo si scrive cosi) ossia verso l interno dove non ci sono strade ma solo sentieri in terra rossa.
Qui c è solo una strada dritta lunga una 15ina di kilometri con una traversa a dx che porta al paese watamu e alla sua spiaggia ed un’altra a sx che invece porta o a malindi o a mombasa.
Tutto il resto è giungla.
La prima volta parto all avventura.
Esco da casa e giro verso il sentiero ancora strada in terra rossa e mi avvio.
Dopo neanche 3 minuti le case sono finite e la strada si perdeva in tanti sentieri con delle capanne sparse qua e là nascoste tra le palme ed altra vegetazione.
Piccola esitazione visto che il sole stava tramontando…ma si, via si va!
Inizio a percorrere questi sentieri, le prime case di fango, vegetazione, altre casette di fango, un bivio, vado da qui, un altro giro da lì, altre casette e dei bimbi che ridendo mi dicono ciaociao, sorridono e ancora ciaociao e iniziano a correre sul posto imitando la mia andatura divertitissimi e divertentissimi.
Mi seguono per qualche metro e ritornano vicino alle capanne dove stavano giocando prima del mio arrivo.
Continuo, altro bivio, altre 3 4 capanne ed altri bambini che salutatano ridendo, che sono belli, degli occhi… un espressione gioiosa, felici di ridere per un nulla come una persona che corre.
Continuo a correre guardando le altre casette e gli altri bivi mentre il sole intanto era sceso alle mie spalle…wow 20 minuti…è il caso di tornare.
Ora è facile, la strada era questa…ma questo bivio? Bho provo da qui…ah ecco le casine. ..si ricordo questa, si ero passato da qui, ed intanto il buio aumenta…altro bivio ed altre casine tiro dritto ma dall oscurità ormai quasi totale ancora le voci dei bambini col loro ridere e il loro ciaociao e dopo un secondo tutti in strada.
Li riconosco torno indietro e giro per la strada giusta.
Fortuna che mi hanno avvisato se no ero ancora che correvo tra una capanna e l’altra.
Oggi ho comprato un pacco di caramelle così la prossima corsa avrò qualcosa da regalare a quei bambini che inconsapevolmente m hanno aiutato.